La storia e le riflessioni del Gruppo Alpini di Casatenovo

Sono passati molti anni da quando è nato il gruppo Alpini di Casatenovo.
Parecchie sono le esperienze che abbiamo fatto,parecchio è quello che rimane da fare e che desideriamo compiere con la stessa energia che ci ha permesso
di realizzare tante imprese, in più di mezzo secolo di vita.
Ma prima di rimboccarci ancora una volta le maniche,noi penne nere, vogliamo ripercorrere i momenti più importanti della nostra storia, fatta di grandi emozioni,
gioie e dolori, di sforzi fatiche e sacrifici, ma anche di successi e di conquiste inaspettate.E’ stata una bellissima storia. Noi faremo di tutto perché continui ad esserlo.

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Sapete cos’è un cappello alpino?

E’ il mio sudore che l’ha bagnato e le lacrime che gli occhi piangevano e tu dicevi: <nebbia schifa>.

Polvere di strade, sole di estati, pioggia e fango di terre balorde, gli hanno dato il colore.

Neve e vento e freddo di notti infinite, pesi di zaini e sacchi, colpi d’armi e impronte di sassi, gli hanno dato la forma. Un cappello cosi’ hanno messo sulle croci dei morti, sepolti nella terra scura, lo hanno baciato i moribondi come baciavano la mamma.

L’han tenuto come una bandiera.

Lo hanno portato sempre.

Insegna nel combattimento e guanciale per le notti.

Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete.

Amore per il cuore e canzone di dolore.

Per un alpino il suo CAPPELLO è TUTTO.

Domenica 13 gennaio 2019, come ogni anno, si è svolta La Festa Del Tesseramento del Gruppo Alpini di Casatenovo, la mattinata è iniziata con la consegna ai vari alpini e amici degli alpini del relativo bollino di iscrizione ANA per l’anno 2019 presso la nostra sede a Casatenovo.

Alle ore 11,00 si è svolta la consueta Santa Messa presso la chiesa Prepositurale di Casatenovo con presenti le varie autorità, gli alpini con il proprio labaro, il trombettiere alpino Giovanni Nonnini e con la partecipazione del Coro Alpino di Casatenovo “ I Rododendri”.

Successivamente ci si è trasferiti nel salone dell’Oratorio di Valaperta dove era stato preparato un sontuoso pranzo per poco più di cento commensali, erano presenti anche il Sindaco Filippo Galbiati, il Sottotenente dei carabinieri Michele Gerolin , il Maresciallo Cristian Cucciniello, il Consigliere nazionale ANA Mario Penati, il Presidente ANA sezionale Roberto Viganò e tutto il direttivo alpini del Gruppo di Casatenovo.

Il Gruppo Alpini di Casatenovo fondato nel lontano 1955 e che compie quindi 64 anni, ha sempre voluto festeggiare questo avvenimento anche per cogliere l’occasione per premiare con una targa ricordo varie persone che sono state ritenute particolarmente meritevoli, quest’anno l’onorificenza è toccata al Sottotenente Michele Gerolin per l’amicizia e la collaborazione negli anni con gli Alpini di Casatenovo e al nostro impagabile fotografo Guglielmo Pennati per la preziosa e costante opera fotografica.

Hanno poi preso la parola il Capogruppo Dino Pirovano, il Presidente Roberto Viganò, il Cerimoniere Giovanni Beretta, il Consigliere Naz. Mario Penati e il Presidente del coro I Rododendri Armando Roggeri, la bella giornata si è conclusa con un brindisi propiziatorio e l’estrazione della tradizionale lotteria.

Armando Roggeri

IL 21 ottobre si è svolta la sfilata degli alpini a Mariano Comense, origine del nome Mariano sembrano derivare dal Console Romano Manlio Teodoro che ha dimorato nella città.  Nel 1859 durante la seconda guerra d’indipendenza, Garibaldi dopo la battaglia di S. Fermo contro gli austriaci sostò nel comune e tenne un discorso dal balcone della ex caserma in Piazza Roma.  Una cospicua delegazione del Gruppo Alpini di Casatenovo ha partecipato alla sfilata, in tale circostanza la stecca è stata consegnata alla sezione di Piacenza che ospiterà il raduno del 2° raggruppamento del 2019, nell’occasione sfileranno migliaia di alpini e fra le schiere e le bandiere non mancheranno gli alpini di Casatenovo.

 Armando Roggeri

Il gruppo alpini di Casatenovo, domenica 14 ottobre ha organizzato la tradizionale gita autunnale.  Quest’anno la meta è stata la città di Mantova.  Una antica leggenda racconta che Mantova prende il nome dalla maga Manto, personaggio letterario della mitologia greca, che dopo un lungo errare approdò nell’allora territorio palustre che ora ospita la città, creò un lago con le sue lacrime e queste acque davano capacità poetiche e profetiche a chi le beveva.   Mantova è stata la città natia Virgilio, il quale, referendosi alla leggenda di Manto scriveva:   <<Fer la città sovra quell’ossa morte e per colei che loco prima elesse, Mantua l’appellar senz’altra sorte>>.  La città ebbe la plurisecolare dominazione dei Gonzaga fino al 1707, in quel periodo fu una delle città più in vista e uno dei massimi centri d’arte d’Europa.  La gita è stata impreziosita dalla visita del Palazzo Ducale con le relative guide, successivamente abbiamo piacevolmente pranzato al ristorante ” Il Quadrato” in pieno centro, dopo una breve visita al parco dove troneggia la statua di Virgilio e la relativa foto di gruppo, siamo felicemente rientrati.

                         Armando Roggeri   

 

Il 13 maggio 2018, come ogni anno, il gruppo alpini di Casatenovo ha partecipato all’adunata nazionale, che quest’anno si è svolta a Trento.  Secondo la tradizione latina il toponimo Trento deriverebbe da TRIDENTUM (assegnato dai Romani) per via dei tre  colli : Doss Trent, Dosso Sant’Agata e Dosso San Rocco che circondano la città.  Trento divenne altresì famosa a livello internazionale per ”il Consiglio di Trento 1545 – 1563”  con la celeberrima CONTRORIFORMA.  Dopo il 1870 si sviluppano a Trento movimenti irredentisti che contrastavano la cosiddetta ”germanizzazione” a tal proposito giova ricordare la figura di Cesare Battisti che si arruola volontario nel Battaglione Alpini cinquantesima Compagnia Edolo, sotto la guida di ufficiali come Gennaro Sora di Foresto Sparso e Attilio Calvi secondo fratello dei famosi quattro fratelli Calvi.  Battisti fu catturato  e nel luglio del 1916, unitamente a Fabio Filzi venne crudelmente impiccato dagli austriaci presso il castello del Buonconsiglio di Trento.  Domenica 13 maggio è stata una grandiosa giornata, tra un numero di persone 500.000 sono sfilati 80.000 alpini per 12 ore e tra questi erano presenti anche gli alpini di Casatenovo. Un po provati per l’intensa giornata, ma contenti di essere stati parte di questa grande manifestazione, in tarda serata il tutto si è concluso con il rientro alla base.

                            Armando Roggeri

CAPO GRUPPO: PIROVANO DINO

VICE CAPO GRUPPO: VILLA UBERTO

TESORIERE: BERETTA ROMANO

SEGRETARIO: DELL’ANDRINO RICCARDO – CASIRAGHI LIVIO

REVISORE DEI CONTI: ROGGERI ARMANDO

PUBBLICHE RELAZIONI: BERETTA GIOVANNI

RESPONS. ARCHIVI: LISSONI UMBERTO

“          GITE: BATTINI EGIDIO

“          BAR: CORBETTA UMBERTO. BRIVIO LUIGI. VISCARDI PIERINO

“          CUCINA: PANZERI FRANCO. MAGGIONI LUIGI .COLOMBO CESARE

MANIFESTAZ. SPORTIVE: CASIRAGHI LIVIO RAPPRES. ALPINI MOTOCICLISTI

ALFIERE: PENSA LUIGI. PIROVANO SERGIO

RAPPRES. AGGREGATI: CHISENA AGNESE. BRIVIO LUIGI ( AIUTANTI )

CONSIGLIERI A VITA: COLOMBO CESARE. PANZERI FRANCO.

Siamo partiti da Casatenovo in pullman,  circa 40 persone  di primo mattino il giorno 13 maggio 17 per partecipare alla manifestazione,  dopo una breve sosta presso un’area di servizio sull’autostrada nei pressi di Verona per consumare una lauta colazione,  abbiamo raggiunto la prima tappa prevista a Lido di Jesolo, una ridente località turistica presso  l’hotel  Venezuela  dove avremmo pranzato e pernottato.

Jesolo storicamente legata all’antica Equilio, uno dei più importanti abitati della Laguna Veneta per tutto il medioevo, dopo un periodo fiorente ebbe una rapida decadenza, La Repubblica di Venezia fece fare grandi interventi fluviali sul Piave e sul Sile dall’Ingegnere Zucharin che incanalò il vecchio alveo dei fiumi  in un cavale (cava)  che passava per il nuovo paese dandole il nome di Cavazuccherina,  nel 1930 il comune fu rinominato con l’antico nome di Jesolo e nel 1936 la zona di Marina Bassa e di Spiaggia furono denominate Lido di Jesolo.

Il mattino successivo  domenica 14, dopo una squisita colazione in hotel,  siamo partiti per Treviso dove avremmo partecipato alla sfilata degli alpini.

La Tarvisium romana nel 49 a. C.  ricevette finalmente il titolo di città, continuò a fiorire fino ad essere eletta capoluogo della zona, aderì alle leghe Veronese e Lombarda contro il Barbarossa,  varie Signorie come gli Ezzelini di Vicenza e gli Scala di Verona influenzarono comunque i destini della città, nel 1339 Treviso aderì come prima città del Veneto alla Repubblica ducale di Venezia,  si era dotata di alte mura merlate e successivamente fu deviato il corso del fiume Botteniga per creare attorno alla città un profondo fossato con un sistema di chiuse, ancora visibili sotto il Ponte de Pria, per allagare la spianata circostante in caso di assedio.                                                                                                                                                                                      La grandiosa chiesa di San Francesco del XIII secolo a Treviso ospita la tomba di Pietro Alighieri, che esiliato da Firenze come l’illustre padre Dante, morì a Treviso nel 1364, ospita anche la tomba di Francesca Petrarca figlia dell’altrettanto illustre Francesco Petrarca che morì di parto a Treviso nel 1384.

Giova dire che la giornata a Treviso è stata spettacolare, il gazzettino della città stimava una presenza di circa 500.000 alpini, tuttavia, una volta tanto, siamo riusciti a partire in sfilata nell’orario previsto  dagli organizzatori, il percorso in città era stipato di persone ai lati della strada e gli applausi erano tutti per le penne nere,  è stata una giornata veramente indimenticabile, anche il tempo ci ha favorito con uno splendido sole.

Finita la sfilata siamo risaliti sul pullman in direzione  Montecchio Maggiore  (VI)  presso la Locanda Botella dove ci attendeva un’ottima cena e un vino bianco da urlo, successivamente, un  po’ provati  dalla intensa giornata, siamo rientrati alla base.

 

ARMANDO ROGGERI

Domenica 15/01/17  in mattinata si è cominciato a registrare gli alpini tesserati presso il gruppo di Casatenovo, è sempre una gradita occasione incontrarsi e festeggiare insieme.

Successivamente alle h. 11,00 la Santa Messa e, in questa speciale occasione, il coro alpini di Casatenovo  “I Rododendri” ha cantato durante la funzione diretti dal Maestro Luca Panettiere e all’organo la moglie Rossana.

La giornata è continuata con un lauto pranzo presso il ristorante La Cava, vi sono state anche consegne e premiazioni terminando con l’immancabile lotteria, il tutto ben immortalato dal nostro grande fotografo Guglielmino.

 

Armando Roggeri

Gruppo Alpini di Casatenovo

Siamo partiti alle sei di mattina con pullman da Casatenovo con oltre quaranta persone, arrivati verso le otto e quaranta presso il ristorante San Candido di Murisengo, dove torneremo dopo la sfilata per la cena,  abbiamo gustato un’abbondante colazione a base di salumi, pane, formaggi, pizzette e ottimi vini, poca acqua.

Successivamente ci siamo trasferiti ad Asti per raggiungere la zona prevista dell’ammassamento e posizionarci nel settore a noi assegnato in l’attesa dell’entrata in sfilata.

Pur essendoci mossi tranquillamente nel raggiungere detto luogo, abbiamo raggiunto la via con l’indicazione “Sezione Monza” verso le undici di mattino,  l’attesa è stata lunga ed estenuante se si calcola che siamo entrati a sfilare verso le 17,00!

Comunque siamo stati ripagati ampiamente dalla moltitudine di gente che gremiva le strade e dalla calorosa accoglienza degli astigiani,  l’antica città di Asti era nobile, civile e ricca e ha per atrono San Secondo  (Bertelli 1629).

La leggenda narra che Pompeo “Console Romano”  aveva piantato la sua  “Nobile Asta” in quel luogo per indicare il sito dove costruire la città, avallando la voce latina “Hasta” che indica la proprietà comune dei cittadini romani e da quì Asti.

Dopo varie vicissitudini con varie occupazioni della città dei Visconti, Orlèans, Sforza e Spagnoli la città, a parte il periodo napoleonico, passò ai Savoia.

Le mura del trecento di Asti erano chiamate “Recinto Borghigiani” e va ricordato che Asti era chiamata  “La Città delle Cento Torri” oggi ne sono rimaste una ventina, la più famosa è quella ubicata in piazza Medici e cioè la celebre  “Torre Troiana” detta anche  “Torre dell’Orologio”.

Non possiamo dimenticare che Asti diede i natali al celebre Vittorio Alfieri, grande poeta, drammaturgo e scrittore italiano anche ricordato per la frase (volli e Volli sempre e fortissimamente volli) in riferimento al suo impegno nell’acculturarsi.

Verso sera siamo ritornati al ristorante San Candido per  “ristorarci” con una lauta cena a base di buoni piatti tipici e ottimi vini,  intorno alle ventidue il rientro alle basi di partenza.

ARMANDO  ROGGERI

 

Il 10 gennaio 2016 festa del tesseramento, Santa messa presso la chiesa di Rogoredo ed infine lauto pranzo al ristorante Bonanomi con poca acqua e tanto vino.

Armando Roggeri